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La Musica di Gurdjieff

Nel corso dei suoi lunghi viaggi alla ricerca della conoscenza, Gurdjieff incontro’ la musica di differenti culture. Quando nel 1924 si stabilizzo’ a Fontaineblau presso il Priure’, trascrisse con l’aiuto del compositore e discepolo Thomas De Hartmann la musica che aveva conosciuto durante i suoi viaggi adattandola al pianoforte o all’orchestra. Per tre anni lavorarono insieme e di questo periodo esistono resoconti dello stesso De Hartmann nel suo libro “La nostra vita con Mr.Gurdjieff”. Fu un periodo molto prolifico in cui quasi ogni giorno i due collaboravano nella creazione nuovi pezzi.


L'Armonium dove Gurdjieff suonava

La musica di Gurdjieff non ha eguali in tutta la musica che si puo’ incontrare.
Per prima cosa bisogna pensare che e’ musica scritta da un uomo risvegliato e ha come obiettivo quello di creare uno stato interiore che ha nulla a che fare con stati mentali o emozionali quali quelli che solitamente conosciamo.
L’unico scopo Della vita di Gurdjieff e’ stato quello di aiutare l’umanita’ a risvegliarsi e anche la musica e’ parte di questo obiettivo.
La musica di Gurdjieff non la si puo’ capire cosi' come si cerca di capire la musica di Mozart o di Chopin. Infatti non si tratta di una musica da capire. E’ una musica senza punti di riferimento riconoscibili mentalmente ed emozionalmente. E’ una musica che sembra venire da lontano, molto lontano, dalla profondita' dell'essere, a volte di una semplicita’ straordinaria. Ma in questa semplicita’ si percepisce una completezza ed una essenzialita’ che sembra trascendere la storia. E’ una musica che parla all’essenza e attiva cio’ che di piu profondo c’e’ nell’essere umano. Una volta un mio amico che ha una particolare sensibilita’ verso la musica mi disse : “Questa musica e’ come se mi destrutturasse a livello cellulare e poi mi ricostruisse in una maniera che prima non conoscevo o che per lo meno mi ero dimenticato”.

La musica cosi’ come i Movimenti e i suoi scritti vengono dalla stessa fonte e confluiscono tutti in un stesso punto : aiutare l’uomo a risvegliarsi. Gurdjieff aveva compreso che non si puo’ agire in maniera diretta ed e’ come se tutto cio’ che ha fatto nella sua vita non fosse altro che una spinta verso il centro dell’essere umano.

Vorrei riportare qui sotto una illuminante conversazione che Helen Adie, pianista e discepola di Gurdjieff, ebbe con uno studente. Credo che sia il migliore approccio di come porsi rispetto all’ascolto di questa straordinaria musica.

Studente : Quando provo ad osservare I mie feelings, divento confuso e non riesco a focalizzarmi cosi’ come quando ascolto la musica di Gurdjieff.

Mrs. Adie: Anni fa tu dicesti che trovavi difficile ascoltare questa musica, che non la capivi, che non produceva nessun effetto su di te. Forse in qualche modo tu provi a seguirla con la mente. Hai la stessa difficolta’ con tutti gli altri tipi di musica o solamente con questa?


Studente: Mi e’ stato detto che non ho orecchio musicale.

Mrs. Adie: Si, in qualche modo e’ piu’ facile ascoltare questa musica se non hai orecchio musicale perche’ le persone cercheranno qualcosa che non troveranno : una linea convenzionale di qualche tipo, una forma convenzionale. Non c’e’ assolutamente nessuna forma convenzionale. Bene, tu prova solo a ricevere le impressioni della musica senza cercare di interpretarla per te stesso, tu non puoi. Forse senti che non stai ricevendo nulla perche’ non lo puoi definire a te stesso. Non dici a te stesso : “E’ deliziosa” tutto il tempo, o “Non mi piace”. Ricevila e lascia tutto il resto. Questo significa che tu ascolti. Tu ascolti. Lascia che le vibrazioni del suono agiscano su di te. Non andare in nessuna direzione. Se provi a pensare alla musica, tu crei barriere. Allora prova ad essere libero dai pensieri. Molte persone trovano che ha un potente effetto sui loro feelings, anche sui loro corpi. Ma non provare a pensare alla musica troppo perche’ I tuoi pensieri, come I pensieri di chiunque, non sono di uno standard sufficente per pensare su di essa. Non e’ fatta per pensare. E’ fatta per dare certe impressioni definite. Tu sai come Gurdjieff parla della musica oggettiva, dice che se ha un effetto, allora ha sempre lo stesso effetto. La gente non e’ che e’ daccordo o in disaccordo. O non la ricevono o, se la ricevono, ha lo stesso effetto. Ti ho risposto?

Studente: Si